Buongiorno a tutti,
già in passato mi sono occupata di carisma a livello generale... Oggi vorrei parlare del carisma legato all'essere genitori.
E' importante lavorare su questa cosa perchè il genitore vuole e deve essere una guida, per poterlo essere certamente il fatto di acquisire carisma è di notevole utilità!
Come fare allora a migliorare? Molti credono che non si possa...il carisma o lo hai oppure no.
Io sono di una idea diversa e ho sperimentato che alcuni consigli sono davvero illuminanti.
In genere chi vi fa stare bene? chi seguite con maggiore interesse? Se ci riflettete un attimo scoprirete che le persone che ci fanno sentire meglio, quelle da cui siamo più disposti d accettare consigli sono le persone che dimostrano un VERO E SINCERO INTERESSE NEI NOSTRI CONFRONTI.
E' necessario dunque come prima cosa imparare l'arte di ascoltare attivamente, evitando giudizi ma mettendosi solo nella condizione di apertura rispetto alle idee dell'altro. Solo dopo aver compreso cosa ci dice ed aver dimostrato sincero interesse potremo "guidarlo" con carisma.
Di recente sto leggendo un libro meraviglioso sull'ascolto attivo nel quale si indicano alcune regole base di questa capacità, ve le indico di seguito perchè possano essere per tutti il primo passo verso una maggiore capacità di coglere il bisogno dei nostri figli. Se diventerete bravi in questo sarete una preziosa risorsa e guida per loro!
LE SETTE REGOLE DELL'ARTE DI ASCOLTARE:
1) Non avere fretta di arrivare alle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca
2) Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista devi cambiare punto di vista
3) Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva (PENSATE QUANTO PUO' ESSERE UTILE QUESTA COSA PER CHI DI VOI HA FIGLI ADOLESCENTI E SI SENTE SEMPRE DIRE "tu non puoi capire"!!!!!9
4) Le eomzioni sono gli strumenti conoscitivi fondamentali, se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
5) Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come allo stesso tempo trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perchè incongruenti con le proprie certezze.
6) un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7) per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare l'umorismo viene da sè!
TRATTO DA "ARTE DI ASCOLTARE E MONDI POSSIBILI" DI MARIANELLA SCLAVI.
In bocca al lupo e a presto con il prossimo post sul carisma e l'autorevolezza genitoriale.
Buona giornata.
Ely
Un luogo di ritrovo per scambiare opinioni, idee e riflessioni su tecniche di crescita personale e miglioramento. Una raccolta di esperienze e suggerimenti per migliorare la propria efficacia personale e professionale
martedì 17 aprile 2012
giovedì 29 marzo 2012
LE MIE SCUSE
Perdonatemi, nel fare copia e incolla l'altro giorno nell'articolo di mediazione, per errore ho inserito due volte lo stesso testo!
Grazie di cuore a mia mamma che, sempre molto attenta, me lo ha segnalato.
Buona serata a tutti
Grazie di cuore a mia mamma che, sempre molto attenta, me lo ha segnalato.
Buona serata a tutti
martedì 27 marzo 2012
MEDIAZIONE : NUOVA OPPORTUNITA'?
Buona sera a tutti... E' parecchio che non scrivo perchè sono stata molto presa per il lavoro ed inoltre ho fatto un corso davvero interessante per poter diventare mediatore civile e commerciale.
Non so quanti di voi ne hanno sentito parlare, in ogni caso vorrebbe essere una piccola rivoluzione, di sicuro è una ottima opportunità per risolvere controversie senza dover necessariamente ricorrere ad un legale e con costi davvero contenuti.
Per l'esame, che si è svolto lunedì, ho dovuto preparare una piccola tesina che riguardava il tema della "comunicazione in mediazione".
Vorrei riportarne un estratto per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento.
Anche se ci sono state alcune cose che sono andate diversamente da come mi aspettavo sono felice di aver seguito il corso; ho conosciuto belle persone tra i compagni di corso e ho appreso importanti nozioni che mi serviranno di sicuro nella vita personale e profseeionale!
Di seguito dunque una parte della tesina che ho scritto come riflessione sullìimportanza della comunicazione affinchè il mediatore si presenti nel migliore dei modi! Spero la troviate interessante!
La comunicazione permea la nostra vita ed è la base per poter costruire interazioni e rapporti sia personali che professionali efficaci. Le tecniche di comunicazione sono sicuramente un’ottima base di partenza per poter migliorare la comprensione dei modelli percettivi degli individui.
La sfida iniziale del mediatore, a mio avviso, è rappresentata dalla necessità di comprendere la visione soggettiva che ogni singola parte ha nei riguardi della mediazione e del professionista che la svolge. Infatti, dato che la mediazione è una opportunità nuova che si sta facendo largo a fatica e poco per volta, la conoscenza del percorso che rappresenta e delle regole che la disciplinano è ancora frammentaria. Come tutte le innovazioni infatti deve superare lo scoglio del cambiamento culturale che essa rappresenta.
Alla luce delle considerazioni appena fatte, ritengo che la comunicazione sia fondamentale per accompagnare il mediatore anche e soprattutto nella prima e delicata fase del percorso di mediazione.
In questa fase infatti è necessario
1. Verificare la posizione e le convinzioni delle parti nei confronti della mediazione
2. Illustrare e spiegare in modo adeguato chi è il mediatore
3. Spiegare e chiarire le informazioni necessarie affinchè le parti siano consapevoli degli articoli più significativi della legge che disciplina la mediazione
Come vengono date tali informazioni ed il modo in cui vengono accolte le parti sono alcuni degli elementi fondamentali per la riuscita della mediazione stessa. Sappiamo infatti che l’impressione che viene fornita nei primi minuti di una rapporto interpersonale è la più significativa e anche la più difficile da ribaltare successivamente qualora fosse errata.
Passare da una dimensione soggettiva (la percezione delle parti coinvolte riguardo alla mediazione) ad una dimensione oggettiva (cos’è la mediazione, quale legge la regola, chi è e cosa fa il mediatore) è un percorso tutt’altro che scontato, che va gestito proprio alla luce delle competenze comunicazionali acquisite e dal quale dipenderà in buona parte lo svolgimento della mediazione stessa.
Quali possono essere dunque le competenze chiave per poter gestire al meglio questo primo momento di accoglienza e conoscenza delle parti?
Di sicuro la base per impostare una buona comunicazione in tal senso è imparare, esercitarsi ed affinare la capacità di ascolto attivo e la calibrazione sensoriale dell’altro; entrambi devono essere fatti con estrema curiosità, senza la pretesa di comprendere già le posizioni delle parti e senza alcun pregiudizio. Ascoltare in modo efficace infatti può essere possibile laddove non si cerchi conferma di un’idea precostituita: il rischio e la tentazione che ne deriverebbero,sarebbero quelli di cercare conferme di ciò che si suppone di sapere già.
Passo successivo all’ascolto è l’elaborazione di quanto osservato, ascoltato e percepito. Questa fase permette di approfondire la conoscenza del modo di comunicare dell’interlocutore e di iniziare a formulare delle ipotesi sulle sue percezioni, convinzioni, idee e punti di vista al riguardo.
A questo punto è possibile impostare la spiegazione relativa al procedimento di mediazione ed al ruolo del mediatore cercando di adeguare la comunicazione ai canali percettivi delle parti, utilizzando un linguaggio adatto e impostando il messaggio in modo da minare eventuali convinzioni soggettive e/o limitanti affinchè esse possano essere sostituite in parte o in toto con informazioni chiare ed oggettive riguardo ciò che si sta per affrontare.
Certamente la comunicazione deve poi essere mantenuta, gestita e calibrata durante tutto il percorso;a mio avviso però la fase iniziale è decisiva e va quindi curata con particolare attenzione. Si parte infatti con alcuni potenziali svantaggi dovuti ad una cultura ancora poco aperta alle ADR, alla presenza a volte di elementi esterni di disturbo e ad alcune campagne di informazione legate alla mediazione che hanno creato qualche confusione.
Fondamentale sarà anche utilizzare al meglio la comunicazione non verbale e paraverbale. Sappiamo infatti che esse costituiscono oltre il 90% dell’impatto che possiamo fornire attraverso una singola comunicazione e che sono decisive quindi per creare un messaggio che diventi mirato ed efficace rispetto all’obiettivo che ci si pone. Tale scopo è inizialmente legato alla percezione ed alla “mappa” che le parti hanno riguardo la mediazione.
Una volta creata questa base di partenza, mantenendo l’attenzione ai canali comunicativi e utilizzando adeguatamente le domande è possibile condurre le parti attraverso la fase conciliativa.
In questa circostanza è davvero importante che il mediatore utilizzi tutte le tecniche di cui dispone (comunicazionali e non) per rendere palese ed evidente la sua indipendenza ed imparzialità e che sostenga il percorso delle parti affinchè siano esse stesse a vedere, cercare, proporre e trovare una soluzione atta a dirimere la loro controversia."
Vi auguro buona serata!
A presto
Ely
Non so quanti di voi ne hanno sentito parlare, in ogni caso vorrebbe essere una piccola rivoluzione, di sicuro è una ottima opportunità per risolvere controversie senza dover necessariamente ricorrere ad un legale e con costi davvero contenuti.
Per l'esame, che si è svolto lunedì, ho dovuto preparare una piccola tesina che riguardava il tema della "comunicazione in mediazione".
Vorrei riportarne un estratto per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento.
Anche se ci sono state alcune cose che sono andate diversamente da come mi aspettavo sono felice di aver seguito il corso; ho conosciuto belle persone tra i compagni di corso e ho appreso importanti nozioni che mi serviranno di sicuro nella vita personale e profseeionale!
Di seguito dunque una parte della tesina che ho scritto come riflessione sullìimportanza della comunicazione affinchè il mediatore si presenti nel migliore dei modi! Spero la troviate interessante!
La comunicazione permea la nostra vita ed è la base per poter costruire interazioni e rapporti sia personali che professionali efficaci. Le tecniche di comunicazione sono sicuramente un’ottima base di partenza per poter migliorare la comprensione dei modelli percettivi degli individui.
La sfida iniziale del mediatore, a mio avviso, è rappresentata dalla necessità di comprendere la visione soggettiva che ogni singola parte ha nei riguardi della mediazione e del professionista che la svolge. Infatti, dato che la mediazione è una opportunità nuova che si sta facendo largo a fatica e poco per volta, la conoscenza del percorso che rappresenta e delle regole che la disciplinano è ancora frammentaria. Come tutte le innovazioni infatti deve superare lo scoglio del cambiamento culturale che essa rappresenta.
Alla luce delle considerazioni appena fatte, ritengo che la comunicazione sia fondamentale per accompagnare il mediatore anche e soprattutto nella prima e delicata fase del percorso di mediazione.
In questa fase infatti è necessario
1. Verificare la posizione e le convinzioni delle parti nei confronti della mediazione
2. Illustrare e spiegare in modo adeguato chi è il mediatore
3. Spiegare e chiarire le informazioni necessarie affinchè le parti siano consapevoli degli articoli più significativi della legge che disciplina la mediazione
Come vengono date tali informazioni ed il modo in cui vengono accolte le parti sono alcuni degli elementi fondamentali per la riuscita della mediazione stessa. Sappiamo infatti che l’impressione che viene fornita nei primi minuti di una rapporto interpersonale è la più significativa e anche la più difficile da ribaltare successivamente qualora fosse errata.
Passare da una dimensione soggettiva (la percezione delle parti coinvolte riguardo alla mediazione) ad una dimensione oggettiva (cos’è la mediazione, quale legge la regola, chi è e cosa fa il mediatore) è un percorso tutt’altro che scontato, che va gestito proprio alla luce delle competenze comunicazionali acquisite e dal quale dipenderà in buona parte lo svolgimento della mediazione stessa.
Quali possono essere dunque le competenze chiave per poter gestire al meglio questo primo momento di accoglienza e conoscenza delle parti?
Di sicuro la base per impostare una buona comunicazione in tal senso è imparare, esercitarsi ed affinare la capacità di ascolto attivo e la calibrazione sensoriale dell’altro; entrambi devono essere fatti con estrema curiosità, senza la pretesa di comprendere già le posizioni delle parti e senza alcun pregiudizio. Ascoltare in modo efficace infatti può essere possibile laddove non si cerchi conferma di un’idea precostituita: il rischio e la tentazione che ne deriverebbero,sarebbero quelli di cercare conferme di ciò che si suppone di sapere già.
Passo successivo all’ascolto è l’elaborazione di quanto osservato, ascoltato e percepito. Questa fase permette di approfondire la conoscenza del modo di comunicare dell’interlocutore e di iniziare a formulare delle ipotesi sulle sue percezioni, convinzioni, idee e punti di vista al riguardo.
A questo punto è possibile impostare la spiegazione relativa al procedimento di mediazione ed al ruolo del mediatore cercando di adeguare la comunicazione ai canali percettivi delle parti, utilizzando un linguaggio adatto e impostando il messaggio in modo da minare eventuali convinzioni soggettive e/o limitanti affinchè esse possano essere sostituite in parte o in toto con informazioni chiare ed oggettive riguardo ciò che si sta per affrontare.
Certamente la comunicazione deve poi essere mantenuta, gestita e calibrata durante tutto il percorso;a mio avviso però la fase iniziale è decisiva e va quindi curata con particolare attenzione. Si parte infatti con alcuni potenziali svantaggi dovuti ad una cultura ancora poco aperta alle ADR, alla presenza a volte di elementi esterni di disturbo e ad alcune campagne di informazione legate alla mediazione che hanno creato qualche confusione.
Fondamentale sarà anche utilizzare al meglio la comunicazione non verbale e paraverbale. Sappiamo infatti che esse costituiscono oltre il 90% dell’impatto che possiamo fornire attraverso una singola comunicazione e che sono decisive quindi per creare un messaggio che diventi mirato ed efficace rispetto all’obiettivo che ci si pone. Tale scopo è inizialmente legato alla percezione ed alla “mappa” che le parti hanno riguardo la mediazione.
Una volta creata questa base di partenza, mantenendo l’attenzione ai canali comunicativi e utilizzando adeguatamente le domande è possibile condurre le parti attraverso la fase conciliativa.
In questa circostanza è davvero importante che il mediatore utilizzi tutte le tecniche di cui dispone (comunicazionali e non) per rendere palese ed evidente la sua indipendenza ed imparzialità e che sostenga il percorso delle parti affinchè siano esse stesse a vedere, cercare, proporre e trovare una soluzione atta a dirimere la loro controversia."
Vi auguro buona serata!
A presto
Ely
Etichette:
adr,
conciliazione,
ely galante,
mediatore,
mediazione
martedì 21 febbraio 2012
VALORI DIVERSI TRA GENITORI
Buongiorno!
E' un po' che non scrivo, d'altra parte le cose da fare sono sempre moltissime.
Vorrei però prendere spunto da una serie di seminari che ho fatto di recente per discutere oggi di una cosa molto importante per i genitori.
Spesso le discussioni che si fanno in famiglia riguardano l'educazione dei figli e si fondano su una scala di valori diversa tra papà e mamma. Altrettanto spesso questo fenomento è assolutamente inconsapevole: ci soffermiano su dettagli pratici che nascondono questioni di principio legate a valori per noi importanti senza però averne esserne coscienti.
Una indicazione che in genere dò ai genitori è quella di fare autonomamente una scala dei loro valori. Questo significa prendersi un attimo di pausa e di tranquillità, chiedersi cosa è davvero importante nella vita e poi ordinare secondo una gerarchia ben precisa queste cose. ( ad esempio per me potrebbe essere importante la sincerità, la condivisione e la gratitudine in questo ordine, per un altro potrebbe esserci qualcosa di diverso).
Confrontando poi i valori tra coniugi si potrebbe avere una prima sorpresa! già questo è un bellissimo strumento di conoscenza e comprensione profonda di sè e dell'altro che permette di fare delle riflessioni importanti.
Il passo successivo e, nel rispetto uno dell'altro, cercare di stilare la SCALA DI VALORI DELLA COPPIA. Quella che si vuole trasmettere ai figli e che sarà ciò che orienterà le scelte in termini di regole pratiche.
Faccio un esempio: se insieme si decide che il primo valore in assoluto è la gratitudine si pretenderà sempre che i figli chiedano una cosa dicendo "per favore" e ringraziando se la ottengono!
Questo passaggio, la creazione cioè di una sorta di COSTITUZIONE DELLA FAMIGLIA, non è semplice. Se fatto però con calma permetterà di educare in modo consapevole, sereno e soprattutto condiviso i figli evitando tante discussioni.
Come fare per affrontare questo percorso senza litigi? Al centro della discussione ci deve essere sempre IL PROBLEMA E NON LA PERSONA CHE STA OPPONENDOSI AD UNA IDEA. Si discute dell'idea stessa senza giudicare o criticare, solo con il desiderio di crescere come coppia e famiglia.
Inoltre ricordatevi che come genitori avrete sempre un punto in comune su cui fare perno per risolvere qualsiasi situazione: ENTRAMBI I GENITORI AMANO IN MODO UNICO, INCONDIZIONATO I FIGLI E DESIDERANO IL LORO BENE. Questo è un terreno comune su cui essere sempre d'accordo e sul quale muoversi per trovare una condivisione di valori e regole.
Infine ciò che può sempre aiutare è che i valori NON SONO ETERNI. Mi spiego meglio: alcuni avvenimenti della nostra vità spesso scombussolano la nostra scala di valori modificandola sostanzialmente. Il percorso va quindi rifatto ogni tanto (almeno una volta all'anno) per verificare cosa nel frattempo è cambiato!
Essere genitori è una splendido modo per crescere ogni giorno migliorandisi di continuo!
Affrontatelo con gioia e con curiosità!
Buona fortuna e a presto
Ely
E' un po' che non scrivo, d'altra parte le cose da fare sono sempre moltissime.
Vorrei però prendere spunto da una serie di seminari che ho fatto di recente per discutere oggi di una cosa molto importante per i genitori.
Spesso le discussioni che si fanno in famiglia riguardano l'educazione dei figli e si fondano su una scala di valori diversa tra papà e mamma. Altrettanto spesso questo fenomento è assolutamente inconsapevole: ci soffermiano su dettagli pratici che nascondono questioni di principio legate a valori per noi importanti senza però averne esserne coscienti.
Una indicazione che in genere dò ai genitori è quella di fare autonomamente una scala dei loro valori. Questo significa prendersi un attimo di pausa e di tranquillità, chiedersi cosa è davvero importante nella vita e poi ordinare secondo una gerarchia ben precisa queste cose. ( ad esempio per me potrebbe essere importante la sincerità, la condivisione e la gratitudine in questo ordine, per un altro potrebbe esserci qualcosa di diverso).
Confrontando poi i valori tra coniugi si potrebbe avere una prima sorpresa! già questo è un bellissimo strumento di conoscenza e comprensione profonda di sè e dell'altro che permette di fare delle riflessioni importanti.
Il passo successivo e, nel rispetto uno dell'altro, cercare di stilare la SCALA DI VALORI DELLA COPPIA. Quella che si vuole trasmettere ai figli e che sarà ciò che orienterà le scelte in termini di regole pratiche.
Faccio un esempio: se insieme si decide che il primo valore in assoluto è la gratitudine si pretenderà sempre che i figli chiedano una cosa dicendo "per favore" e ringraziando se la ottengono!
Questo passaggio, la creazione cioè di una sorta di COSTITUZIONE DELLA FAMIGLIA, non è semplice. Se fatto però con calma permetterà di educare in modo consapevole, sereno e soprattutto condiviso i figli evitando tante discussioni.
Come fare per affrontare questo percorso senza litigi? Al centro della discussione ci deve essere sempre IL PROBLEMA E NON LA PERSONA CHE STA OPPONENDOSI AD UNA IDEA. Si discute dell'idea stessa senza giudicare o criticare, solo con il desiderio di crescere come coppia e famiglia.
Inoltre ricordatevi che come genitori avrete sempre un punto in comune su cui fare perno per risolvere qualsiasi situazione: ENTRAMBI I GENITORI AMANO IN MODO UNICO, INCONDIZIONATO I FIGLI E DESIDERANO IL LORO BENE. Questo è un terreno comune su cui essere sempre d'accordo e sul quale muoversi per trovare una condivisione di valori e regole.
Infine ciò che può sempre aiutare è che i valori NON SONO ETERNI. Mi spiego meglio: alcuni avvenimenti della nostra vità spesso scombussolano la nostra scala di valori modificandola sostanzialmente. Il percorso va quindi rifatto ogni tanto (almeno una volta all'anno) per verificare cosa nel frattempo è cambiato!
Essere genitori è una splendido modo per crescere ogni giorno migliorandisi di continuo!
Affrontatelo con gioia e con curiosità!
Buona fortuna e a presto
Ely
Etichette:
Autostima,
bambini,
coaching,
Educazione e Scuola,
ely galante,
famiglia,
figli,
mamma,
papà,
regole,
riflessioni
mercoledì 1 febbraio 2012
EDUCARE SERENAMENTE
In questi giorni sto leggendo un bellissmo libro sull'educazione alla legalità dei bambini. E' davvero interessante perchè parte dagli articoli della costituzione italiana per spiegare ai bambini in che modo sono nate le regole e le leggi che vanno rispettate nel nostro Stato e perchè esse sono così importanti.
Due riflessioni immediate: per prima cosa è interessante perchè francamente nessuno mi aveva mai spiegato la Costituzione Italiana e sinceramente non mi era mai venuto in mente di prenderla e leggerla!
Seconda cosa... ci sono alcuni articoli che mi hanno davvero colpito.
Ad esempio l'articolo 4 dice che il LAVORO E' UN DIRITTO... NON SOLO UN DOVERE MA ANCHE UN DIRITTO.
Sono rimasta a bocca aperta... Non ho mai pensato al lavoro come ad un diritto, ma come un piacevole dovere. Infatti faccio parte di quella piccola percentuale di persone che fa un lavoro che la diverte e l'appassiona. Mai e poi mai ho pensato al lavoro come un diritto e difficilmente potrei trasmettere questo concetto a mia figlia perchè stento a vederlo io in questo modo!
Al di là di queste riflessioni.. è bello affrontare il tema delle regole in questo modo è può essere uno spunto per tanti genitori. Rende le regole più vive e maggiormente condivisibili perchè partendo dalla Costituzione Italiana si parte da qualcosa che è al di sopra dei genitori stessi.
Sul tema dell'educare serenamente che porto sempre avanti anche nei miei seminari quindi suggerisco questa lettura : EDUCARE ALLA LEGALITA' scritto da Gherardo Colombo e Anna Sarfatti.
Unico neo... se insegnamo la Costituzione e il rispetto delle regole ai nostri bambini dovremo essere i primi a dare l'esempio sempre e comunque!!!
Buona fortuna, siate sereni e seguite il vostro istinto! Alla fine l'educazione è una questione di equilibri e buon senso!
Ely
Due riflessioni immediate: per prima cosa è interessante perchè francamente nessuno mi aveva mai spiegato la Costituzione Italiana e sinceramente non mi era mai venuto in mente di prenderla e leggerla!
Seconda cosa... ci sono alcuni articoli che mi hanno davvero colpito.
Ad esempio l'articolo 4 dice che il LAVORO E' UN DIRITTO... NON SOLO UN DOVERE MA ANCHE UN DIRITTO.
Sono rimasta a bocca aperta... Non ho mai pensato al lavoro come ad un diritto, ma come un piacevole dovere. Infatti faccio parte di quella piccola percentuale di persone che fa un lavoro che la diverte e l'appassiona. Mai e poi mai ho pensato al lavoro come un diritto e difficilmente potrei trasmettere questo concetto a mia figlia perchè stento a vederlo io in questo modo!
Al di là di queste riflessioni.. è bello affrontare il tema delle regole in questo modo è può essere uno spunto per tanti genitori. Rende le regole più vive e maggiormente condivisibili perchè partendo dalla Costituzione Italiana si parte da qualcosa che è al di sopra dei genitori stessi.
Sul tema dell'educare serenamente che porto sempre avanti anche nei miei seminari quindi suggerisco questa lettura : EDUCARE ALLA LEGALITA' scritto da Gherardo Colombo e Anna Sarfatti.
Unico neo... se insegnamo la Costituzione e il rispetto delle regole ai nostri bambini dovremo essere i primi a dare l'esempio sempre e comunque!!!
Buona fortuna, siate sereni e seguite il vostro istinto! Alla fine l'educazione è una questione di equilibri e buon senso!
Ely
martedì 24 gennaio 2012
UNA DOMENICA ALLA FELTRINELLI CON NERI MARCORE'
Buongiorno a tutti..
Non credo sia una novità apprendere che io adoro letteralmente i libri; infatti colgo spesso l'occasione per citare brani tratti dai molti testi che ho la fortuna di poter leggere.
Dato che mi piacerebbe molto che anche mia figlia si appassionasse alla lettura ho deciso di trascorrere una domenica mattina "inusuale" almeno per me, andando alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano per ascoltare Neri Marcorè che ha letto una fiaba scritta e illustrata da una sua amica.
E' stata davvero una bella esperienza che mi ha positivamente stupito.
C'erano molte persone, il clima era davvero "domenicale" e l'evento ha divertito e toccato molto sia i grandi che i bambini.
Racconto questo perchè credo potrebbe essere un bello spunto per tante famiglie. Un evento in libreria o biblioteca (ne vengono organizzati molti più di quanto si pensi) permettono di stare insieme facendo qualcosa di intellettualmente utile e danno poi la possibilità di trascorrere parte del tempo restante commentando l'esperienza condivisa e le riflessioni legate ad essa.
Oltre alla fiaba letta, molto divertente e allo stesso tempo attuale, è stato decisamente bello ascolatre Neri Marcorè leggere il suo commento scritto in fondo al libro, che desidero riportare perchè tutti possiate leggerlo:
"Cos'è la felicità? Una torta, un regalo inaspettato, un sorriso? Ognuno dà risposte diverse a questa domanda. C'è chi dice che non esiste e se esiste dura poco, chi la pensa legata indissolubilmente ad un'altra persona. a un'attività, a un luogo che si ama. L'amore da e per chi ci è vicino è sicuramente la benzina della felicità, ma pensare che dipenda dal posto dove stiamo, come suggerisce LA CASA STANCA, serve solo a renderne più tortuosa la ricerca. Dipende da noi, da quanto bene ci vogliamo, che non significa egoismo, ma rispetto per se stessi, non buttarsi via, pretendere il massimo da noi stessi prima di richiederlo agli altri. E la nostra capacità di amare è enorme e contagiosa. Quante volte basta un sorriso a rendere più armonica e distesa l'atmosfera in famiglia,a scuola, tra amici? Guardarsi negli occhi e poi, insieme, guardare nella stessa direzione aiuta a farci sentire meno stanchi e tristi. E a quel punto che la felicità, esista o meno, diventa dettaglio trascurabile."
Discuto spesso con famiglie che lamentano di "non avere tempo da dedicarsi"... Quando poi approfondisco un pochino scopro che la sera si sta davanti al televisore e la domenica o il sabato ognuno va per conto suo.
Il consiglio per non svegliarsi un mattino con sotto lo stesso tetto molti estranei è di cogliere ogni opportunità possibile di condivisione e riflessione comune. Eventi come questo aiutano e quindi ho pensato di condividerne parte con tutti voi!
Ultima postille autobiografica... Acquistato il libro io e mia figlia siamo andate a farcelo autografare. Irene Guerrieri, autrice, ha fatto una firma con dedica molto "artistica" mentre Neri Marcorè, dolcissimo, ha scritto "A Elisa, BUONA VITA".
Ho trovato delizioso questo augurio soprattutto perchè rivolto da un attore certo, ma anche da un papà, ad una bambina di 6 anni, LA MIA BIMBA!
Buona settimana e buona fortuna a tutti voi.
Ely
Non credo sia una novità apprendere che io adoro letteralmente i libri; infatti colgo spesso l'occasione per citare brani tratti dai molti testi che ho la fortuna di poter leggere.
Dato che mi piacerebbe molto che anche mia figlia si appassionasse alla lettura ho deciso di trascorrere una domenica mattina "inusuale" almeno per me, andando alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano per ascoltare Neri Marcorè che ha letto una fiaba scritta e illustrata da una sua amica.
E' stata davvero una bella esperienza che mi ha positivamente stupito.
C'erano molte persone, il clima era davvero "domenicale" e l'evento ha divertito e toccato molto sia i grandi che i bambini.
Racconto questo perchè credo potrebbe essere un bello spunto per tante famiglie. Un evento in libreria o biblioteca (ne vengono organizzati molti più di quanto si pensi) permettono di stare insieme facendo qualcosa di intellettualmente utile e danno poi la possibilità di trascorrere parte del tempo restante commentando l'esperienza condivisa e le riflessioni legate ad essa.
Oltre alla fiaba letta, molto divertente e allo stesso tempo attuale, è stato decisamente bello ascolatre Neri Marcorè leggere il suo commento scritto in fondo al libro, che desidero riportare perchè tutti possiate leggerlo:
"Cos'è la felicità? Una torta, un regalo inaspettato, un sorriso? Ognuno dà risposte diverse a questa domanda. C'è chi dice che non esiste e se esiste dura poco, chi la pensa legata indissolubilmente ad un'altra persona. a un'attività, a un luogo che si ama. L'amore da e per chi ci è vicino è sicuramente la benzina della felicità, ma pensare che dipenda dal posto dove stiamo, come suggerisce LA CASA STANCA, serve solo a renderne più tortuosa la ricerca. Dipende da noi, da quanto bene ci vogliamo, che non significa egoismo, ma rispetto per se stessi, non buttarsi via, pretendere il massimo da noi stessi prima di richiederlo agli altri. E la nostra capacità di amare è enorme e contagiosa. Quante volte basta un sorriso a rendere più armonica e distesa l'atmosfera in famiglia,a scuola, tra amici? Guardarsi negli occhi e poi, insieme, guardare nella stessa direzione aiuta a farci sentire meno stanchi e tristi. E a quel punto che la felicità, esista o meno, diventa dettaglio trascurabile."
Discuto spesso con famiglie che lamentano di "non avere tempo da dedicarsi"... Quando poi approfondisco un pochino scopro che la sera si sta davanti al televisore e la domenica o il sabato ognuno va per conto suo.
Il consiglio per non svegliarsi un mattino con sotto lo stesso tetto molti estranei è di cogliere ogni opportunità possibile di condivisione e riflessione comune. Eventi come questo aiutano e quindi ho pensato di condividerne parte con tutti voi!
Ultima postille autobiografica... Acquistato il libro io e mia figlia siamo andate a farcelo autografare. Irene Guerrieri, autrice, ha fatto una firma con dedica molto "artistica" mentre Neri Marcorè, dolcissimo, ha scritto "A Elisa, BUONA VITA".
Ho trovato delizioso questo augurio soprattutto perchè rivolto da un attore certo, ma anche da un papà, ad una bambina di 6 anni, LA MIA BIMBA!
Buona settimana e buona fortuna a tutti voi.
Ely
martedì 10 gennaio 2012
IL CARISMA E LA LEADERSHIP
Buongiorno a tutti e buon 2012!!!
In questi giorni sto pensando a nuove idee e progetti da realizzare ed è decisamente il momento più eccitante dell'anno!
Una cosa sulla quale mi sono soffermata a riflettere è.. cosa permette ad un progetto di decollare o meno... Quali sono i fattori determinanti?
In fondo alla fine quello che fa la differenza sono sempre le PERSONE. CHI porta avanti il progetto, come lo presenta, come si pone, come ne parla ecc.
Chiaramente l'idea deve essere buona, molte idee ottime però spesso naufragano ancora prima di lasciare il porto. Perchè? Perchè anche la "forma" ha la sua importanza.
Capite quindi che per poter davvero rendere reali le proprie idee è necessario avere CARISMA. Quel mix di cose che fanno si che la gente ascolti con interesse ciò che avete da dire e desideri poi contribuire al vostro successo aiutandovi con informazioni, suggerimenti, finanziamenti e molto altro ancora.
Secondo me (ma non solo!) alcuni ingredienti fondamentali di questo mix sono:
L'ENTUSIASMO
LA PASSIONE
LA PERSEVERANZA
L'ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA'
LA BUONA COMUNICAZIONE
LA GIOIA
LA SINCERITA' E LA TRASPARENZA
LA MOTIVAZIONE
Queste sono tutte caratteristiche che messe insieme fanno di noi espolive macchine da combattimento per portare avanti progetti di ogni tipo.
E' bello incontrare persone che con gioia e passione vi parlano dei loro progetti, delle loro intenzioni per il futuro, di ciò che desiderano realizzare; questo contagia chi ci sta vicino e fa si che molte persone desiderino contribuire al nostro successo che dovrà essere costruito chiaramente su BASI SOLIDE.
Se il nostro progetto è "vedere fumo" andremo poco lontano.
Secondo...anzi primo step! Oggi non sono andata in ordine logico... ma si sa a volte i pensieri si incorciano...
COME FARSI VENIRE IDEE BRILLANTI?
Con l'altra caratteristica fondamentale del carisma e della leadership creativa....
LA CURIOSITA' E LA FAME DI SAPERE
Ficcare il naso qua e là, ascoltare gli altri, curiosare in rete, leggere, guardarsi intorno con spirito critico permettono di creare un numero infinto di idee sulle quali poi lavorare.
Provate a pensare di camminare per la strada e guardandovi intorno di pensare.. "quale servizio o prodotto potrebbe rendere diversa, migliore e magari più efficiente questa o quella cosa?"
In fondo il nostro cervello è una risorsa utilizzata pochissimo... farsi domande produttive è dimostrato che aiuti a risvegliare qualche neurone in più :)
Allora.... IN BOCCA AL LUPO PER UN 2012 PIENO DI NUOVE IDEE "ANTI CRISI"
A presto.
Ely
In questi giorni sto pensando a nuove idee e progetti da realizzare ed è decisamente il momento più eccitante dell'anno!
Una cosa sulla quale mi sono soffermata a riflettere è.. cosa permette ad un progetto di decollare o meno... Quali sono i fattori determinanti?
In fondo alla fine quello che fa la differenza sono sempre le PERSONE. CHI porta avanti il progetto, come lo presenta, come si pone, come ne parla ecc.
Chiaramente l'idea deve essere buona, molte idee ottime però spesso naufragano ancora prima di lasciare il porto. Perchè? Perchè anche la "forma" ha la sua importanza.
Capite quindi che per poter davvero rendere reali le proprie idee è necessario avere CARISMA. Quel mix di cose che fanno si che la gente ascolti con interesse ciò che avete da dire e desideri poi contribuire al vostro successo aiutandovi con informazioni, suggerimenti, finanziamenti e molto altro ancora.
Secondo me (ma non solo!) alcuni ingredienti fondamentali di questo mix sono:
L'ENTUSIASMO
LA PASSIONE
LA PERSEVERANZA
L'ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA'
LA BUONA COMUNICAZIONE
LA GIOIA
LA SINCERITA' E LA TRASPARENZA
LA MOTIVAZIONE
Queste sono tutte caratteristiche che messe insieme fanno di noi espolive macchine da combattimento per portare avanti progetti di ogni tipo.
E' bello incontrare persone che con gioia e passione vi parlano dei loro progetti, delle loro intenzioni per il futuro, di ciò che desiderano realizzare; questo contagia chi ci sta vicino e fa si che molte persone desiderino contribuire al nostro successo che dovrà essere costruito chiaramente su BASI SOLIDE.
Se il nostro progetto è "vedere fumo" andremo poco lontano.
Secondo...anzi primo step! Oggi non sono andata in ordine logico... ma si sa a volte i pensieri si incorciano...
COME FARSI VENIRE IDEE BRILLANTI?
Con l'altra caratteristica fondamentale del carisma e della leadership creativa....
LA CURIOSITA' E LA FAME DI SAPERE
Ficcare il naso qua e là, ascoltare gli altri, curiosare in rete, leggere, guardarsi intorno con spirito critico permettono di creare un numero infinto di idee sulle quali poi lavorare.
Provate a pensare di camminare per la strada e guardandovi intorno di pensare.. "quale servizio o prodotto potrebbe rendere diversa, migliore e magari più efficiente questa o quella cosa?"
In fondo il nostro cervello è una risorsa utilizzata pochissimo... farsi domande produttive è dimostrato che aiuti a risvegliare qualche neurone in più :)
Allora.... IN BOCCA AL LUPO PER UN 2012 PIENO DI NUOVE IDEE "ANTI CRISI"
A presto.
Ely
Etichette:
2012,
amore,
carisma,
creatività,
crisi,
crisi economica,
domande,
ely galante,
leadership,
riflessioni
Iscriviti a:
Post (Atom)