Ieri sera ho riletto qeusta frase "Non importa da che parte tiri il vento. Una persona impegnata arriva sempre ai suoi obiettivi. Nella vita di un individuo le condizioni atmosferiche cambiano innumerevoli volte e quasi sempre senza dare preavviso; per qualcuno significa la catastrofe, per qualcun altro rappresenta il momento più gustoso della vita, dove sei chiamato a dimostrare al mondo e soprattutto a te stesso chi sei veramente e quanto vali".
Questa riflessione per me è un dono...
Fa capire per quale motivo, spesso, dobbiamo benedire le difficoltà che incontriamo nella vita: esse infatti, se affrontate, non fanno altro che tirare fuori il meglio di noi.
Le azioni migliori, le idee più brillanti, le azioni più efficaci in assoluto della mia vita sono SEMPRE scaturite da una situazione difficoltosa.
Oggi discutendo con un caro amico mi sono sorpresa a pensare: "sei come la fenice... risorgi dale ceneri!!"
Questo è vero e accade perchè non mi fermo mai a lamentarmi per ciò che di brutto mi accade, non cerco responsabili, non desidero a tutti i costi comprendere il motivo di un destino apparentemente ingiusto ai miei occhi.
Alzo la fronte, guardo avanti e decido quale può essere la migliore mossa successiva con ciò che ho. Se mi manca qualcosa, chiedo dignitosamente, senza vergognarmi.
E poi, quando arrivo alla meta, se ci arrivo, NON DIMENTICO CHI MI HA AIUTATO ED ACCOMPAGNATO. Cosa che troppo spesso accade.
Io non sono nè migliore nè peggiore di tante altre persone che vedo e incontro ogni giorno...
Credo che l'unica differenza vera sia data dalla VOLONTA' di non essere mai per nessun motivo vittima delle circostanze. Forse l'ho fatto per troppo tempo.
Questa sera, non so bene cosa ho scritto, so solo che erano dei pensieri che volevano a tutti i costi uscire fuori!
Buona notte a tutti.
Ely
Un luogo di ritrovo per scambiare opinioni, idee e riflessioni su tecniche di crescita personale e miglioramento. Una raccolta di esperienze e suggerimenti per migliorare la propria efficacia personale e professionale
mercoledì 1 dicembre 2010
sabato 27 novembre 2010
LEGAMI E AMICIZIE
"Ci sono persone lontane a cui siamo legati da un filo sottile ma irrecidibile, non le vediamo, non sappiamo più nulla di loro, certe volte non sappiamo neppure se sono vive, ma non importa, vivono sempre dentro di noi. A volte sono legami che si saldano durante l'infanzia, quando noi siamo come siamo, senza sovrastrutture o atteggiamenti, o nel periodo della scuola, quando si condividono irripetibili trasformazioni, altre volte, invece, sono persone che incontriamo per caso, in qualche parte del mondo, e trascorriamo con loro momenti indimenticabili, fosse solo il viaggio in un autobus sgangherato che arranca su di una strada in mezzo alle montagne o che attraversa di notte pianure desolate e rari villaggi illuminati. E loro rimangono lì, su quell'autobus, a vivere la loro vita, fatta di quelle cose che per un attimo, solo per un attimo, abbiamo condiviso, e noi ce ne andiamo via, a vivere la nostra, di vita, sapendo che non le rivedremo mai. Eppure quell'attimo, apparentemente insignificante nel conto dei nostri giorni, ha imbastito un legame definitivo. Il pianeta è ricoperto da questi fili invisibili che uniscono le persone, una rete molto più fitta di internet. Tu per me sei una di queste persone, e sappi che non sono tante, ti sei conquistato un piccolo spazio laggiù, nel fondo segreto del mio cuore e sei diventato anche tu parte di me...."
Ci sono persone che toccano la nostra vita per un attimo, altre per una stagione, poche per sempre...
Non potrò mai lasciare andare dal mio cuore queste ultime, anche se ciò significa molto spesso portare con se delle spine che provocano dolore.
Buona serata e buona domenica.
Ely
Ci sono persone che toccano la nostra vita per un attimo, altre per una stagione, poche per sempre...
Non potrò mai lasciare andare dal mio cuore queste ultime, anche se ciò significa molto spesso portare con se delle spine che provocano dolore.
Buona serata e buona domenica.
Ely
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venerdì 26 novembre 2010
NON PRENDERSI MAI TROPPO SUL SERIO!
Spesso mi capita di pensare agli errori che ho fatto, in genere con divertimento e gratitudine. Sono affezionata ad ognuno di essi, perchè è da essi che ho imparato e averli commessi mi ha portato fino a qui.
Mi è allora tornato in mente, questa sera, un brando che ho letto tempo fa e che mi aveva colpito moltissimo che parla proprio degli errori:
"Nessuno è perfetto, nemmeno io! Ho fatto più errori della maggior parte delle persone: ecco perchè ho imparato così tante cose. Il trucco sta nel non continuare a fare gli stessi errori all'infinito. Ci sono molte persone che si trattengono, perchè si preoccupano di ciò che potrebbero pensare gli altri. Esitano. Aspettano, e aspettano, e aspettano. Il loro più grande problema è che prendono se stessi ed il loro mondo troppo sul serio. Quello che le persone dovrebbero fare è imparare a prendersi più alla leggera e decidere di sentirsi bene anzichè cercare di essere importanti."
"Evita di diventare troppo serio. Troppe persone diventano serie e cercano di avere 'ragione' tutto il tempo. Se nella vita non riesci ad arrivare dove vuoi e continui a credere che avere 'ragione' sia la cosa più importante, più importante dell'essere felici... E' qui che sprechi l'energia di una vita e te ne accorgi poi, dopo dieci anni, di non aver avuto ragione e che non aveva alcuna importanza"
Gli errori che commettiamo ci aiutano a comprendere se stiamo seguendo la strada giusta, oppure se è meglio cambiare strategia. Non sentiamoci falliti o frustrati per questo, ma felici di aver appreso una nuova lezione essendo diventate persone più ricche!
Buona serata!
Mi è allora tornato in mente, questa sera, un brando che ho letto tempo fa e che mi aveva colpito moltissimo che parla proprio degli errori:
"Nessuno è perfetto, nemmeno io! Ho fatto più errori della maggior parte delle persone: ecco perchè ho imparato così tante cose. Il trucco sta nel non continuare a fare gli stessi errori all'infinito. Ci sono molte persone che si trattengono, perchè si preoccupano di ciò che potrebbero pensare gli altri. Esitano. Aspettano, e aspettano, e aspettano. Il loro più grande problema è che prendono se stessi ed il loro mondo troppo sul serio. Quello che le persone dovrebbero fare è imparare a prendersi più alla leggera e decidere di sentirsi bene anzichè cercare di essere importanti."
"Evita di diventare troppo serio. Troppe persone diventano serie e cercano di avere 'ragione' tutto il tempo. Se nella vita non riesci ad arrivare dove vuoi e continui a credere che avere 'ragione' sia la cosa più importante, più importante dell'essere felici... E' qui che sprechi l'energia di una vita e te ne accorgi poi, dopo dieci anni, di non aver avuto ragione e che non aveva alcuna importanza"
Gli errori che commettiamo ci aiutano a comprendere se stiamo seguendo la strada giusta, oppure se è meglio cambiare strategia. Non sentiamoci falliti o frustrati per questo, ma felici di aver appreso una nuova lezione essendo diventate persone più ricche!
Buona serata!
martedì 23 novembre 2010
lasciar andare i figli senza sentirsi abbandonati
Ogni giorno vedo tanti adolescenti e molti genitori. Spesso mi capita di vedere un eccessivo attaccamento da parte soprattutto delle mamme e una difficoltà oggettiva dei ragazzi nel "prendere il volo".
Qualche tempo fa ho letto un libro che parlava di emozioni e sono incappata in un decalogo che aiuta a riflettere porprio su questo tema: come aiutare i nostri figli a volare da soli? come vincere il desiderio di proteggerli e tenerli vicini?
Di seguito qualche consiglio!!
IMPEGNARE: pretendere sempre un impegno significativo con un rendimento scolastico almeno sufficiente. Laddove ciò non si verifichi bandire regali significativi
RESPONSABILIZZARE: Se vostro figlio intende iscriversi all'università fategli capire fin da subito che è una scelta che comporta dei sacrifici. L'università infatti non è nè un parcheggio a lunga sosta nè una passeggiata, ma ha un costo e richiede impegno e serietà.
Se vostro figlio non riesce a mantenere almeno una media di 4 esami superati all'anno forse è meglio rivedere la scelta e orientarlo verso la ricerca di un lavoro.
ALLENARE AL REALISMO: non abituate i vostri figli a ritenere inesauribili le finanze della famiglia. Se i soldi scarseggiano non esitate a diminuire anche i confort dei ragazzi. Nel caso in cui invece i soldi non scarseggino è comunque meglio abituarli ad una sana gestione dell'economia, evitando sprechi e spese fuori luogo. (un giorno dovrà essere in grado di badare a se stesso e di fare delle rinunce senza sentirsi frustrato per questo)
RICONOSCERE LE COMPETENZE: Comprate ai figli auto e motorino, se è nelle vostre possibilità, solo quando hanno dato prova di affidabilità negli studi e negli impegni
CONDIVIDERE: Comunicate punti di vista, critiche, consigli, malumori, delusioni e sofferenze così come fierezza, orgoglio, soddisfazione e approvazione per ciò che vostro figlio fa.
CONTENERE: sanzionare senza deroghe ogni volta che viene assunto un comportamento fortemente inadeguato come tornare a casa ubriaco, bugie, non rispettare gli orari di rientro, ecc.
ALLENARE ALLA COOPERAZIONE: qualora vostro figlio lavori in modo stabile o saltuario è bene che contribuisca in una qualche forma anche minima alle spese di casa
FAVORIRE L'IDENTIFICAZIONE: raccontare ai figli le difficoltà e i traguardi raggiunti quando eravate giovani, comunicando loro paure, gioie, trepidazioni e ansie. Ai figli le storie di vita interessano molto più di quanto possiate immaginare
PROMUOVERE IL DESIDERIO E L'ENTUSIASMO: raccontare anche con coinvolgimento emotivo, quanto possa essere bella l'autonomia e quanta gioia si prova nel realizzare i propri desideri e obiettivi
TRANQUILLIZZARE: Ricordatevi di dire ai vostri figli che, anche se dovranno essere autonomi e staccarsi costerà fatica e impegno a tutti quanti, voi ci sarete sempre.
Una cosa che io spesso dico ai ragazzi è che alla fine, nel bene o nel male, tutti siamo riusciti a crescere e a costruirici un piccolo spazio nella vita!
sicuramente riusciranno anche loro, come ogni cosa DEVONO VOLERLO e voi dovete aiutarli a desiderare e conquistare l'indipendenza. Meglio ancora L'INTERDIPENDENZA.
Buona serata!
Qualche tempo fa ho letto un libro che parlava di emozioni e sono incappata in un decalogo che aiuta a riflettere porprio su questo tema: come aiutare i nostri figli a volare da soli? come vincere il desiderio di proteggerli e tenerli vicini?
Di seguito qualche consiglio!!
IMPEGNARE: pretendere sempre un impegno significativo con un rendimento scolastico almeno sufficiente. Laddove ciò non si verifichi bandire regali significativi
RESPONSABILIZZARE: Se vostro figlio intende iscriversi all'università fategli capire fin da subito che è una scelta che comporta dei sacrifici. L'università infatti non è nè un parcheggio a lunga sosta nè una passeggiata, ma ha un costo e richiede impegno e serietà.
Se vostro figlio non riesce a mantenere almeno una media di 4 esami superati all'anno forse è meglio rivedere la scelta e orientarlo verso la ricerca di un lavoro.
ALLENARE AL REALISMO: non abituate i vostri figli a ritenere inesauribili le finanze della famiglia. Se i soldi scarseggiano non esitate a diminuire anche i confort dei ragazzi. Nel caso in cui invece i soldi non scarseggino è comunque meglio abituarli ad una sana gestione dell'economia, evitando sprechi e spese fuori luogo. (un giorno dovrà essere in grado di badare a se stesso e di fare delle rinunce senza sentirsi frustrato per questo)
RICONOSCERE LE COMPETENZE: Comprate ai figli auto e motorino, se è nelle vostre possibilità, solo quando hanno dato prova di affidabilità negli studi e negli impegni
CONDIVIDERE: Comunicate punti di vista, critiche, consigli, malumori, delusioni e sofferenze così come fierezza, orgoglio, soddisfazione e approvazione per ciò che vostro figlio fa.
CONTENERE: sanzionare senza deroghe ogni volta che viene assunto un comportamento fortemente inadeguato come tornare a casa ubriaco, bugie, non rispettare gli orari di rientro, ecc.
ALLENARE ALLA COOPERAZIONE: qualora vostro figlio lavori in modo stabile o saltuario è bene che contribuisca in una qualche forma anche minima alle spese di casa
FAVORIRE L'IDENTIFICAZIONE: raccontare ai figli le difficoltà e i traguardi raggiunti quando eravate giovani, comunicando loro paure, gioie, trepidazioni e ansie. Ai figli le storie di vita interessano molto più di quanto possiate immaginare
PROMUOVERE IL DESIDERIO E L'ENTUSIASMO: raccontare anche con coinvolgimento emotivo, quanto possa essere bella l'autonomia e quanta gioia si prova nel realizzare i propri desideri e obiettivi
TRANQUILLIZZARE: Ricordatevi di dire ai vostri figli che, anche se dovranno essere autonomi e staccarsi costerà fatica e impegno a tutti quanti, voi ci sarete sempre.
Una cosa che io spesso dico ai ragazzi è che alla fine, nel bene o nel male, tutti siamo riusciti a crescere e a costruirici un piccolo spazio nella vita!
sicuramente riusciranno anche loro, come ogni cosa DEVONO VOLERLO e voi dovete aiutarli a desiderare e conquistare l'indipendenza. Meglio ancora L'INTERDIPENDENZA.
Buona serata!
lunedì 22 novembre 2010
PARLANO ANCORA DEI MIEI PROGETTI!
E' un periodo di grandi emozioni e devo ringraziare di questo tutte le persone che hanno creduto in me e che continuano a farlo!
Questa sera ho scoperto un articolo sulle learningweek da me organizzate in collaborazione con il Liceo Parini di Barzanò e con altri Enti come ad esempio l'Università LIUC di Castellanza.
Sono felice ed orgogliosa.
Grazie :)
Questa sera ho scoperto un articolo sulle learningweek da me organizzate in collaborazione con il Liceo Parini di Barzanò e con altri Enti come ad esempio l'Università LIUC di Castellanza.
Sono felice ed orgogliosa.
Grazie :)
domenica 21 novembre 2010
AUTOSTIMA ED ERRORI
Questa sera desidero raccontare una storia che fa riflettere molto...
"Il coach mi faceva sudare. Ricordo in particolare un allenamento. "Stai sbagliando tutto, ricomincia, rifallo" Provai a fare quello che voleva. Non bastava. "Me lo devi Randy. Alla fine dell'allenamento resti qui a fare delle flessioni."
quando finalmente mi lasciò andare, l'allenatore in seconda venne a rassicurarmi. "Il coach ti ha messo sotto sul serio, vero?" Riuscii a malapena a balbettare un si.
"E' un buon segno" mi disse. "Quando sbagli e nessuno ti dice più niente, significa che si sono arresi"
E' una lezione che mi ha segnato per tutta la vita.
Quando vi rendete conto che state sbagliando e nessuno si preoccupa di farvelo notare, vuol dire che siete messi davvero male. Chi vi critica, in realtà, vi sta facendo del bene e significa che si preoccupa ancora di voi.
Si discute molto in questo periodo su come insegnare ai bambini l'autostima. Non è qualcosa che si può insegnare; è qualcosa che devono costruirsi da soli. Il coach operava in un'area vietata alle lusinghe. Autostima? Sapeva che c'era una sola maniera per insegnare ai bambini come svilupparla: dar loro qualcosa che non sanno fare, costringerli a lavorare sodo finchè non riescono. Poi si comincia daccapo con qualcos'altro e il processo ricomincia.
Quando il coach mi prese con sè, ero ancora un ragazzino maldestro di poco valore, senza forza e resistenza fisica. Ma mi fece subito capire che, lavorando sodo, il giorno dopo sarei riuscito in cose che allora non sapevo fare.
Capisco che oggigiorno un simile coach rischierebbe di essere esonerato dalla Federazione sportiva giovanile. E' troppo severo. I genitori si lamenterebbero."
Questo brano tratto da un libro molto interessante, mi ha dato la possibilità di riflettere nuovamente su un argomento a me decisamente molto caro e cioè l'autostima.
Ogni giorno incontro persone che non ne hanno e che si ritrovano a vivere una vita infernale per questo.
Spero possa essere di aiuto leggere queste poche parole.
Dentro di ognuno di noi c'è un tesoro che non aspetta altro che di essere svelato.
Buona fortuna!
"Il coach mi faceva sudare. Ricordo in particolare un allenamento. "Stai sbagliando tutto, ricomincia, rifallo" Provai a fare quello che voleva. Non bastava. "Me lo devi Randy. Alla fine dell'allenamento resti qui a fare delle flessioni."
quando finalmente mi lasciò andare, l'allenatore in seconda venne a rassicurarmi. "Il coach ti ha messo sotto sul serio, vero?" Riuscii a malapena a balbettare un si.
"E' un buon segno" mi disse. "Quando sbagli e nessuno ti dice più niente, significa che si sono arresi"
E' una lezione che mi ha segnato per tutta la vita.
Quando vi rendete conto che state sbagliando e nessuno si preoccupa di farvelo notare, vuol dire che siete messi davvero male. Chi vi critica, in realtà, vi sta facendo del bene e significa che si preoccupa ancora di voi.
Si discute molto in questo periodo su come insegnare ai bambini l'autostima. Non è qualcosa che si può insegnare; è qualcosa che devono costruirsi da soli. Il coach operava in un'area vietata alle lusinghe. Autostima? Sapeva che c'era una sola maniera per insegnare ai bambini come svilupparla: dar loro qualcosa che non sanno fare, costringerli a lavorare sodo finchè non riescono. Poi si comincia daccapo con qualcos'altro e il processo ricomincia.
Quando il coach mi prese con sè, ero ancora un ragazzino maldestro di poco valore, senza forza e resistenza fisica. Ma mi fece subito capire che, lavorando sodo, il giorno dopo sarei riuscito in cose che allora non sapevo fare.
Capisco che oggigiorno un simile coach rischierebbe di essere esonerato dalla Federazione sportiva giovanile. E' troppo severo. I genitori si lamenterebbero."
Questo brano tratto da un libro molto interessante, mi ha dato la possibilità di riflettere nuovamente su un argomento a me decisamente molto caro e cioè l'autostima.
Ogni giorno incontro persone che non ne hanno e che si ritrovano a vivere una vita infernale per questo.
Spero possa essere di aiuto leggere queste poche parole.
Dentro di ognuno di noi c'è un tesoro che non aspetta altro che di essere svelato.
Buona fortuna!
mercoledì 17 novembre 2010
COACHING NELLE SCUOLE
Oggi ho avuto una splendida sorpresa!
Ho scoperto che un mio progetto nato quest'anno, che sta avendo un ottimo riscontro in una scuola di Barzanò, è stato preso ad esempio.
Il sito GENITORI A SCUOLA, ha infatti segnalato il progetto di coaching che sto svolgendo grazie alla lungimiranza della Preside del Liceo Parini di Barzanò e alla disponibilità dei colleghi docenti.
Grazie dunque alla scuola che mi ha dato questa possibilità e ai docenti che hanno accettato di partecipare ad un simile progetto.
Buona serata
Ely
Ho scoperto che un mio progetto nato quest'anno, che sta avendo un ottimo riscontro in una scuola di Barzanò, è stato preso ad esempio.
Il sito GENITORI A SCUOLA, ha infatti segnalato il progetto di coaching che sto svolgendo grazie alla lungimiranza della Preside del Liceo Parini di Barzanò e alla disponibilità dei colleghi docenti.
Grazie dunque alla scuola che mi ha dato questa possibilità e ai docenti che hanno accettato di partecipare ad un simile progetto.
Buona serata
Ely
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